Risposta rapida
Il terzo trimestre di gravidanza va dalla 28ª settimana (contando dall'ultima mestruazione) al parto, previsto intorno alle 40 settimane: dal 7° al 9° mese. In agenda: gli esami del sangue tra 33 e 37 settimane, il tampone per lo streptococco B a 36–37 settimane, spesso un'ecografia verso le 30–32 settimane, l'inizio del congedo di maternità (di norma 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 dopo) e la preparazione della valigia. Superata la data presunta, l'ospedale avvia controlli ravvicinati.
Ecografia ed esami del terzo trimestre
Molte donne fanno un'ecografia del terzo trimestre, in genere intorno alle 30–32 settimane: è compresa tra le ecografie esenti dal ticket, anche se le linee guida italiane sulla gravidanza fisiologica non la considerano indispensabile di routine nelle gravidanze a basso rischio. Quando si fa, controlla:
- la crescita del bambino: stima del peso, misure di testa, addome e femore;
- la sua posizione: a testa in giù (presentazione cefalica, la più frequente), podalica o trasversa, che può ancora cambiare;
- la placenta: dove si trova, in particolare la distanza dal collo dell'utero;
- il liquido amniotico: la quantità, indice del benessere del bambino.
Tra la 33ª e la 37ª settimana si ripetono alcuni esami del sangue previsti dai LEA (tra cui emocromo, epatite B, HIV e sifilide; il toxoplasma per chi non è immune), anch'essi esenti dal ticket. A 36–37 settimane si esegue il tampone vagino-rettale per lo streptococco di gruppo B: se positivo, durante il travaglio vi verrà somministrato un antibiotico per proteggere il bambino. Se il bambino è podalico, l'équipe può proporre un rivolgimento per manovre esterne o discutere la modalità del parto: a 32 settimane nulla è ancora deciso.
Congedo di maternità: le durate e le opzioni
Il congedo di maternità obbligatorio è previsto dal Testo unico sulla maternità (d.lgs. 151/2001) per le lavoratrici dipendenti e, con regole proprie, per autonome e libere professioniste iscritte all'INPS o alle loro casse. Dura 5 mesi in totale e si calcola a partire dalla data presunta del parto (DPP) indicata nel certificato medico di gravidanza.
| Opzione | Prima del parto | Dopo il parto | Totale |
|---|---|---|---|
| Ordinaria | 2 mesi | 3 mesi | 5 mesi |
| Flessibilità (con parere medico) | 1 mese | 4 mesi | 5 mesi |
| Tutto dopo il parto (con parere medico) | — | 5 mesi | 5 mesi |
| Gemelli o più | 2 mesi | 3 mesi | 5 mesi |
Se il bambino nasce prima della data presunta, i giorni di congedo non goduti prima del parto si aggiungono a quelli successivi. In caso di gravidanza a rischio o di mansioni incompatibili, si può ottenere l'astensione anticipata dal lavoro. Durante il congedo spetta un'indennità pari all'80 % della retribuzione, pagata dall'INPS (spesso anticipata in busta paga; molti contratti collettivi la integrano fino al 100 %). Anche il padre ha un congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto plurimo), utilizzabile dai 2 mesi prima ai 5 mesi dopo il parto. Regole, domanda e importi aggiornati sono su inps.it.
Epidurale e colloquio con l'anestesista
La partoanalgesia (l'analgesia epidurale per il travaglio) rientra nei Livelli essenziali di assistenza, ma la sua disponibilità, soprattutto 24 ore su 24, varia da un ospedale all'altro: chiedete informazioni quando scegliete il punto nascita. Per accedervi, la maggior parte degli ospedali prevede, verso la 36ª–37ª settimana, un colloquio o una visita con l'anestesista, spesso con alcuni esami del sangue: si valutano storia clinica, allergie e farmaci, e si firma il consenso informato. È utile anche in caso di emergenza, per esempio un cesareo non programmato.
Fare il colloquio non vi obbliga a chiedere l'epidurale il giorno del parto: lascia solo aperta la possibilità.
La valigia per l'ospedale: la check-list
Preparatela idealmente verso le 34–36 settimane, per essere tranquille in caso di partenza anticipata. Contate su una degenza di 2–4 giorni (di più dopo un cesareo) e chiedete all'ospedale cosa fornisce già.
Per il bambino
- 4–6 body e tutine (taglia nascita e 1 mese)
- Golfini o coprifasce
- Cappellino, calzine, guantini
- Copertina o sacco nanna
- Pannolini per neonato (spesso forniti, verificate)
- Completo per l'uscita adatto alla stagione
- Seggiolino auto omologato (ovetto) per il ritorno
Per voi
- Camicie da notte o maglie comode (aperte davanti se allattate)
- Reggiseni per l'allattamento e coppette assorbilatte
- Slip comodi o monouso e assorbenti post-parto
- Beauty case e asciugamani (spesso non forniti)
- Vestaglia, ciabatte, calze calde
- Acqua, burrocacao, uno spuntino per il travaglio
- Caricabatterie e qualcosa per passare il tempo
I documenti
- Documento d'identità
- Tessera sanitaria (codice fiscale)
- Cartella o libretto della gravidanza
- Esami ed ecografie, gruppo sanguigno, esito del tampone
- Documentazione del colloquio con l'anestesista
- Atto di riconoscimento prima della nascita, se fatto
- Piano del parto, se l'avete scritto
Quando andare in ospedale?
Tre situazioni devono farvi partire, o almeno telefonare alla sala parto, che vi guiderà:
- Contrazioni regolari, dolorose e sempre più ravvicinate: alla prima gravidanza il riferimento classico è «ogni 5 minuti da 1–2 ore»; partite prima se l'ospedale è lontano o se non è il vostro primo figlio.
- Rottura delle acque: anche senza contrazioni, anche se la perdita è scarsa, andate senza aspettare.
- Qualsiasi segnale insolito: perdite di sangue, netta riduzione dei movimenti del bambino, febbre, forte mal di testa con disturbi della vista → pronto soccorso ostetrico, a qualsiasi ora. In emergenza chiamate il 112 o il 118.
Nel dubbio, telefonate: le ostetriche di turno rispondono a ogni ora e preferiscono una visita «per niente» a un ritardo.
Oltre il termine: i controlli dopo la data presunta
Il termine è fissato a 40 settimane (280 giorni dall'ultima mestruazione), ma un parto tra 37+0 e 41+6 è considerato a termine. Se il bambino non è ancora nato alla data presunta, niente panico: non siete «in ritardo», entrate in una fase di controlli ravvicinati. In concreto:
- appuntamenti in ospedale ogni 2–3 giorni circa: tracciato cardiotocografico (battito del bambino e contrazioni) ed ecografia per il liquido amniotico;
- se tutto va bene, si può attendere l'avvio spontaneo del travaglio ancora per qualche giorno;
- l'induzione del travaglio viene in genere proposta tra 41+0 e 42+0 settimane, perché oltre questa soglia aumentano i rischi per il bambino.
Per rivedere tutto il percorso tornate alla guida ai trimestri di gravidanza, alla pagina primo trimestre o alla pagina secondo trimestre; per tradurre le settimane in mesi in qualsiasi momento, il convertitore settimane ↔ mesi resta lo strumento più semplice.
Domande frequenti
Quando inizia il congedo di maternità?
Di norma 2 mesi prima della data presunta del parto, e prosegue per 3 mesi dopo il parto: 5 mesi in tutto. Con il parere favorevole del medico si può lavorare fino a 1 mese prima (1 + 4 mesi) oppure fino al parto, prendendo tutti i 5 mesi dopo la nascita. Domanda e regole su inps.it.
Per l'epidurale serve una visita prima del parto?
Nella maggior parte degli ospedali sì: per accedere alla partoanalgesia si fa, in genere verso la 36ª–37ª settimana, un colloquio o una visita con l'anestesista, spesso con esami del sangue. Farla non obbliga a chiedere l'epidurale il giorno del parto: lascia solo aperta la possibilità.
Quando bisogna andare in ospedale per il parto?
Quando le contrazioni sono regolari, dolorose e sempre più ravvicinate (circa ogni 5 minuti da 1–2 ore alla prima gravidanza), oppure subito in caso di rottura delle acque, perdite di sangue o netta riduzione dei movimenti del bambino.
Cosa succede se si supera il termine?
Superata la data presunta del parto, l'ospedale propone controlli ravvicinati: tracciato cardiotocografico e valutazione del liquido amniotico ogni pochi giorni. Se il travaglio non inizia spontaneamente, l'induzione viene in genere proposta tra 41+0 e 42+0 settimane.
L'ecografia del terzo trimestre si fa sempre?
È molto diffusa ed è compresa tra le ecografie esenti dal ticket, ma le linee guida italiane sulla gravidanza fisiologica non la ritengono indispensabile di routine nelle gravidanze a basso rischio. Quando si fa, di solito intorno alle 30–32 settimane, controlla crescita, posizione del bambino, placenta e liquido amniotico.